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**Manovra 2026: addio al condono edilizio generalizzato😱😱😱

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    Redazione
  • 21 dic 2025
  • Tempo di lettura: 2 min


Roma, 20 dicembre 2025 – In vista della Legge di Bilancio 2026, il Parlamento italiano ha deciso di non introdurre un nuovo condono generalizzato per il 2026, smentendo così alcune aspettative e speculazioni circolate nelle ultime settimane. Dopo giorni di intenso dibattito in Commissione Bilancio del Senato, è arrivata una svolta netta: niente sanatorie e condoni di ampia portata come quelli che avevano fatto discutere i partiti e i media. 

Cosa è successo nei lavori parlamentari

Negli scorsi mesi alcuni emendamenti avevano proposto di rilanciare il cosiddetto “condono edilizio” riaprendo termini per la regolarizzazione di opere abusive o di condonare alcune tipologie di irregolarità amministrative. Diverse forze politiche avevano spinto per misure di sanatoria su abusi edilizi rimasti irrisolti da anni, in particolare quelli legati alla legge del 2003, soprattutto per casi molto presenti in regioni come la Campania. 

Tuttavia, l’ultimo aggiornamento dei lavori legislativi – confermato anche dal capogruppo del Movimento 5 Stelle – ha sancito il ritiro delle proposte di emendamento che avrebbero reintrodotto il condono edilizio, almeno nella forma originaria presentata. La decisione nasce da un compromesso tra i partiti di maggioranza e la necessità di non aggravare la spesa pubblica né creare «effetti distorsivi» sul mercato immobiliare e urbanistico. 

Niente condono fiscale né amnistia tributaria

Oltre all’edilizia, non verranno introdotte nel 2026 amnistie fiscali di vasta portata né condoni tombali che avrebbero permesso di sanare debiti tributi arretrati con forti sconti o regimi estremamente agevolati. Le oltre 400 proposte di modifica alla manovra sono state vagliate una ad una, e molte di quelle legate alle sanatorie sono state escluse o ritirate per motivi di copertura finanziaria e di equilibrio dei conti pubblici. 

In pratica, restano esclusi dalla manovra:

• Nuovi condoni edilizi a carattere generalizzato o “large”;

• Condoni fiscali straordinari che azzerino sanzioni o interessi per debiti tributari con modalità eccezionali;

• Sanatorie automatiche per irregolarità amministrative senza limiti di tempo o natura. 

Cosa cambia davvero

Le uniche misure legate alla regolarizzazione riguardano ambiti tecnici o amministrativi e non costituiscono condoni generalizzati. Ad esempio, restano in campo strumenti già previsti per:

• velocizzare la chiusura di pratiche edilizie pendenti da anni;

• favorire accordi con i Comuni per la definizione di pendenze locali;

• strumenti di “rottamazione” delle cartelle esattoriali già previsti in passato (ad esempio rottamazione quinquies), non riconducibili a nuovi condoni. 

Le reazioni politiche

La decisione ha raccolto consensi e critiche. I partiti di opposizione e alcune associazioni di cittadini contrari agli abusi edilizi hanno accolto positivamente l’orientamento del Parlamento, definendolo un passo verso la legalità e il rispetto delle regole. Al contrario, alcune forze politiche che avevano proposto i condoni hanno espresso rammarico per la mancata approvazione delle misure, sostenendo che fossero necessarie per regolarizzare situazioni da tempo irrisolte. 



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