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Chiara Ferragni assolta dall’accusa di frode aggravata: si chiude il “Pandorogate”💣

  • Immagine del redattore: Redazione
    Redazione
  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 2 min


Milano, 14 gennaio 2026 — Chiara Ferragni è stata assolta dall’accusa di truffa aggravata nel processo milanese che aveva attirato l’attenzione dell’opinione pubblica e dei media nazionali e internazionali. La decisione del giudice segna la fine di un lungo e controverso capitolo giudiziario per l’influencer e imprenditrice digitale italiana.



Il caso e le accuse



Il procedimento riguardava le campagne commerciali legate al “Pandoro Balocco Pink Christmas” e alle uova di Pasqua Dolci Preziosi vendute tra il 2021 e il 2022, pubblicizzate come collegate ad iniziative di beneficenza. Secondo l’accusa, l’influencer avrebbe indotto in errore i consumatori, facendo apparire che parte del ricavato sarebbe stata devoluta in opere di beneficenza, quando ciò non sarebbe avvenuto nella misura promessa.


La Procura di Milano aveva chiesto una condanna di 1 anno e 8 mesi di reclusione, contestando il reato di truffa aggravata e sottolineando il ruolo centrale della Ferragni nel promuovere i prodotti e influenzare oltre 30 milioni di follower.



La decisione del giudice e il proscioglimento



Nel corso del processo con rito abbreviato, il giudice della terza sezione penale di Milano, Ilio Mannucci Pacini, non ha riconosciuto l’aggravante della minorata difesa dei consumatori, elemento chiave per la configurazione del reato di truffa aggravata. Senza questo elemento, il fatto veniva riqualificato in truffa semplice, procedibile solo a querela di parte.


Poiché l’associazione Codacons — che aveva inizialmente presentato querela — l’aveva successivamente ritirata in seguito a un accordo risarcitorio, il procedimento si è chiuso per estinzione del reato, con assoluzione per Ferragni e anche per gli altri due imputati, tra cui un ex collaboratore e il presidente di un’azienda coinvolta nella commercializzazione dei prodotti.



Le reazioni



Ferragni, all’uscita dall’aula di tribunale, si è detta commossa e sollevata, ringraziando i suoi avvocati e i follower che l’hanno sostenuta durante questo “periodo difficile”. La sentenza rappresenta per la nota imprenditrice digitale una rivincita personale e professionale, dopo anni di forte pressione mediatica e giudizi contrastanti.



Contesto precedente



Va ricordato che, nel 2023, l’influencer era stata multata dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Antitrust) per oltre 1 milione di euro per presunte pratiche commerciali scorrette legate alla vendita del pandoro, e in seguito aveva versato ulteriori somme per chiudere contenziosi amministrativi su iniziative di beneficenza legate alle uova di Pasqua. Tuttavia, queste sanzioni amministrative non si sono tradotte in una condanna penale.

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